venerdì 23 aprile 2010

Swept Away, 2002, Guy Ritchie


Se Lina Wertmuller fosse morta si rigirerebbe nella tomba.
Che scempio, che disastro!
Questo è in assoluto il remake più brutto che io abbia mai visto in vita mia. Non mi stupisco minimamente che si sia aggiudicato tutti i Razzie Awards possibili (peggior regia, peggior attrice protagonista, peggior coppia, peggior remake e, addirittura, peggior film drammatico degli ultimi 25 anni!!).
Mi chiedo come la signora Lina abbia potuto accettare che uno dei suoi capolavori venisse totalmente smembrato e privato del suo contenuto originale (i soldi al giorno d'oggi smuovono anche le anime più candide...).
Per chi non l'avesse mai visto, l'originale Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974, è una storia d'amore che sboccia su un'isola deserta tra l'arrogante, viziata e ricchissima Raffaella Pavone Lanzetti (un'eccezionale Mariangela Melato, indescrivibile, perfetta in un ruolo che è passato alla storia) e il marinaio Gennarino Carunchio (Giancarlo Giannini, da rimanere senza parole, letteralmente superlativo persino nelle declamazioni di insulti quantomai "caratteristici"), due personaggi così lontani tra di loro, con background, stili di vita e correnti di pensiero completamente diversi, lei rappresentante del capitalismo meneghino, lui invece fervente comunista.
Nel rifacimento, i ruoli di Raffaella e Gennarino sono di Madonna e del figlio di Giannini, Adriano, bello quanto il padre ma non in grado di sostenere un'eredità così importante, per quanto riguarda la Signora Ciccone che dire: ringrazi che la Melato non le ha fatto causa.
Swept Away perde completamente tutta la magia dell'originale, i riferimenti politici che formavano la struttura diegetica di Travolti da un insolito destino qui sono completamente assenti, così come i riferimenti alla lotta di classe o alle differenze tra Nord e Sud Italia, di cui non c'è traccia nel remake, che finisce per diventare una storia d'amore tra due persone catapultate su un'isoletta deserta.
Ve lo sconsiglio fortissimamente, io l'ho beccato su Rete 4 ma se avessi cambiato subito canale mi sarei fatta meno il nervoso.

Questo è il trailer di Swept Away...

Qui invece alcune scene di Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto

mercoledì 7 aprile 2010

Il Grande Gatsby, 1974, Jack Clayton


Partiamo dal presupposto che per me Robert Redford è Hubbel. Ho sognato troppo guardando
Come eravamo, ho sperato che da belloccio conservatore, stereotipo del sogno americano, lasciasse perdere tutte queste fregnacce e si trasformasse nell'amore perfetto di Kathy, la mia amata Barbra Streisand, riccia non belloccia, ma tanto combattiva e impegnata politicamente.
Ma Come eravamo non poteva finire con un happy ending, per questo per me Robert Redford doveva ancora recuperare qualcosa, riscattarsi ai miei occhi. E con il personaggio di Gatsby c'è riuscito: è splendido nell'incarnare l'elegante miliardario, il Grande Gatsby, personaggio così misterioso, ma impeccabile, interprete del profondo velleitarismo fitzgeraldiano.
Ma andiamo con ordine.
Siamo nei meravigliosi roaring twenties, l'età del jazz, ostentazione di lussi e sfarzi, il mito americano prima del crack del '29.
I titoli di testa ci fanno immediatamente assaporare quel mondo: siamo nel New Jersey, è l'estate del '22, le ville con piscina si riempiono ogni sera di sfavillanti parties, di giorno invece i campi del polo si popolano di giocatori dagli eleganti tailleurs di lino beige, signore e presenzialiste con grandi cappelli floreali, ma anche di minuscoli cani con collarini di brillanti.
Il narratore di questa storia è Nick, impiegato di borsa appena trasferitosi dall'ovest. Nick ha appena preso casa accanto al villone di Gatsby e di fronte, dall'altra parte del lago, si trova la villa della cugina Daisy (Mia Farrow. Non la amo particolarmente, poi qui ha una vocina alla Sandra Milo proprio irritante), che anni prima aveva avuto una breve ma alquanto intensa storia d'amore con Gatsby. Lui è diventato ricco per lei, organizza di continuo feste sfarzose solo per poterla incontrare, ancora ossessionato dai sentimenti di quel mese passato insieme otto anni prima, ancora non è riuscito a dimenticarla nonostante la decisione di lei di sposare un altro ("le ragazze ricche non sposano i giovani poveri", così Daisy si giustifica a Gatsby).
Ma col suo charme e i suoi maglioncini intrecciati sul petto, il nostro eroe neanche a dirlo riuscirà a riconquistarla, ma il loro sogno durerà poco. (ODDIO quanto sono sentimentale a volte). Finale amaro, ma d'altronde non poteva essere diversamente, e un omaggio a Viale del tramonto.
Consiglio la visione di questo film per pomeriggi nuvolosi di sentimentalismi esagerati.
Oscar ai migliori costumi, è un delirio di frange, paillettes e piume.